██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Daci
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
I mweaDaci furono una mweqpopolazione indoeuropea storicamente stanziata nell'area a nord del basso corso del mwegDanubio che da loro ha preso il nome (mwewDacia, corrispondente grossomodo alle odierne mwfaRomania e mwfqMoldavia).
Le diverse tribù che formavano il popolo furono riunite in un regno centralizzato e organizzato soltanto con re mwfwBurebista, nel mwgaI secolo a.C. Lo Stato dei Daci, con capitale mwgqSarmizegetusa Regia, si scontrò più volte con i mwggRomani, che riuscirono a sottometterli completamente con la vittoria dell'imperatore mwgwTraiano su re mwhaDecebalo (mwhq106). Entrati a far parte dell'mwhgImpero romano, i Daci furono prima assorbiti da mwhwRoma, mescolandosi con i suoi mwiacoloni, successivamente con le nuove genti che mwiqinvasero i suoi territori mwiga partire dalla metà del III secolo, come mwiwSarmati, mwjaGermani, mwjqMagiari e mwjgSlavi.
Contents
• Storia
• Società
• Economia
• Lingua
• Arte
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Storia
Le origini e il rapporto con Traci e Geti
Non è possibile datare con sicurezza il momento dell'insediamento dei Daci nella loro patria storica, né quello della formazione stessa del popolo, staccatosi dalla matrice mwmgindoeuropea. Indizi linguistici fanno comunque ritenere che gli elementi indoeuropei che poi si sarebbero evoluti nel popolo dei Daci avrebbero raggiunto l'area della Dacia nel mwmwIV millennio a.C.cite-ref-1[1].
I Daci sono stati a lungo ritenuti parte del ceppo mwoqtracicocite-ref-2[2]: Geti e Daci avrebbero formato il ramo settentrionale della grande famiglia dei Tracicite-ref-3[3], anche se particolarmente esposti alle influenze dei loro vicini orientali, gli mwqgSciticite-ref-francisco-villar-cit-p-390-4-0[4]. Stando a studi più recenti, tuttavia, è invece possibile che i Daci siano da ascrivere - insieme con i mwrwMisi dell'mwsaAnatolia - a un ramo a sé stante, distinto da quello tracico: il gruppo delle lingue daco-misiecite-ref-5[5].
Nelle fonti classiche erano indicati come mwtwGetes (al plurale, mwuaGetai) dai mwuqGreci, e come mwugDacus (al plurale, mwuwDaci) dai mwvaRomani, oltre che mwvqDagae e mwvgGaetae, secondo la mwvwmwwaTabula Peutingeriana. Gli scrittori antichi sono unanimi nel considerare i mwwqGeti e i Daci appartenenti a uno stesso popolo, opinione oggigiorno avvalorata dall'mwwgarcheologia e dalla linguistica moderna; è possibile che i Geti fossero tanto parte del popolo dei Daci, quanto che da questi siano stati a un certo punto assorbiti, oppure come sostenevano gli autori antichi: i mwwwGeti vivevano nelle pianure della mwxaValacchia,cite-ref-6[6] mentre i Daci nei territori montuosi e collinari della mwyqTransilvania.cite-ref-7[7]
Le prime menzioni delle fonti classiche sui Daci lasciano intendere che, a partire dal principio del mwzwII secolo a.C., erano stanziati all'interno dell'arco montuoso dei mwaaCarpazi: mwaqPompeo Trogo narra, infatti, del conflitto che portò l'allora re dace, mwagOroles, a battere e respingere un'incursione di una popolazione mwawgermanica, i mwbaBastarni, che avevano tentato di penetrare da oriente, nelle fertili pianure del medio corso del mwbqfiume Mureșcite-ref-8[8]. Un nuovo conflitto con i mwcgBastarni si verificò nel mwcw112-mwda109 a.C., ma anche questa volta furono respinti, non riuscendo a indebolire la potenza dei Daci, che al contrario aumentò, tanto da scorgere proprio in questo periodo lo spostamento del centro di potere dei daco-geti dalla pianura della mwdqValacchia al cuore della mwdgTransilvania.
Il regno dei Daci
Dopo essersi scontrati prima con i mwegMacedoni (mwewIV secolo a.C.) e poi con i mwfaTraci (mwfqIII secolo a.C.), nel mwfgI secolo a.C. i Daci riuscirono a dar vita, sotto re mwfwBurebista, a uno stabile regno autonomo. Burebista fu il re delle tribù dei Getae e dei Daci dal 82/61 a.C. al 45/44 a.C. Fu il primo re a unificare con successo le tribù del regno dacico, che comprendeva l'area tra i fiumi mwggDanubio, mwgwTisza e mwhaDnestr, e l'attuale mwhqRomania e mwhgMoldova. Nel VII e VI secolo a.C. divenne patria dei popoli tracici, tra cui i Getae e i Daci. Dal IV secolo al metà del II secolo a.C., i popoli Daci furono influenzati dai Celtici della cultura mwiqLa Tène, che portarono nuove tecnologie nella mwigDacia. Nel II secolo a.C., i Daci cacciarono i Celtici dalle loro terre. I Daci spesso combattevano con le tribù vicine, ma l'isolamento relativo dei Daci nelle Montagne Carpatiche permise loro di sopravvivere e anche di prosperare. Entro il I secolo a.C., i Daci erano diventati la potenza dominante.
A partire dal 61 a.C., Burebista intraprese una serie di conquiste che ampliarono il regno dacico. Le tribù dei mwjqBoii e dei mwjgTaurisci furono distrutte all'inizio delle sue campagne, seguite dalla conquista dei Bastarnae e probabilmente dei mwkaScordisci. Condusse incursioni in tutta la mwkqTracia, la mwkgMacedonia e l'mwkwIlliria. Dal 55 a.C., le mwlacolonie greche sulla costa occidentale del mwlqMar Nero furono conquistate una dopo l'altra. Queste campagne culminarono inevitabilmente in un conflitto con Roma nel 48 a.C., quando Burebista diede il suo sostegno a mwlgPompeo. Questo, a sua volta, lo rese nemico di mwlwGiulio Cesare, che decise di avviare una campagna contro la Dacia. Questo piano fallì nel 44 a.C. quando Cesare fu assassinato. Burebista stesso fu assassinato in una congiura da parte dell'aristocrazia dacica nello stesso periodo.
Dopo la morte di Burebista, l'impero che aveva creato si frammentò in quattro, poi cinque, piccoli regni. Dal regno di mwnqTiberio a mwngDomiziano, l'attività dacica fu ridotta a uno stato difensivo, con i piccoli regni Daci che si combattevano per la supremazia. I mwnwRomani abbandonarono i piani di invasione della Dacia. Nel 86 d.C., il re dacico, mwoaDecebalo, riunificò con successo l'intero regno dacico sotto il suo controllo. La Dacia sotto Decebalo era più piccola, ma più forte e meglio organizzata, adottando anche nuove pratiche come i Cataphracti mwogSarmati. Da quel momento, i Daci iniziarono a condurre devastanti incursioni nei territori romani, arrivando persino a occupare la mwowMesia.
Gli scontri toccarono il culmine negli anni mwpq85-mwpg88, quando l'imperatore Domiziano condusse una serie di mwpwoperazioni contro il regno del nuovo sovrano, Decebalo. Questi che era stato in grado non solo di ristabilire un potere centrale sui Daci, ma anche di rinverdire la potenza militare ed economica dei tempi di Burebista, tanto da premere da nord sulla provincia romana di Mesia. Pur sconfitto, nell'mwqa89 Decebalo riuscì a ottenere condizioni di pace solo apparentemente favorevole ai Romani: gli fu infatti consentito di riarmarsi liberamente e di accrescere la potenza del suo popolo nel quindicennio successivo.
La conquista romana
Nel mwra101 mwrqTraiano avviò la campagna di conquista dell'area, conclusa nel mwrg106 con la morte di re Decebalo e l'istituzione di una nuova mwrwprovincia romana. Il dominio romano ebbe però già termine nel mwsaIII secolo, quando il mwsqLimes romano fu riportato al mwsgDanubio. Nonostante la relativa brevità del dominio diretto di mwswRoma, la romanizzazione della mwtaDacia fu profonda, anche grazie all'intensa opera di mwtqcolonizzazione; i caratteri etnici e linguistici dei Daci si stemperarono in un nuovo complesso antropologico, nei secoli successivi ulteriormente modificato dalle nuove invasioni di mwtgGoti, mwtwSlavi, mwuaMagiari e altre popolazioni nomadi.
Società
I Daci si dividevano in due classi: l'mwvwaristocrazia a cui era affidata l'amministrazione e l'economia (i mwwatarabostes) oltre a costituire l'élite dei guerrieri (i mwwqpileati), a questa classe si aggiungeva la gente comune e libera (i mwwgcomati). Entrambe le classi sociali, dei mwwwpileati e dei mwxacomati, partecipavano al grande consiglio reale, almeno ai tempi di mwxqDecebalocite-ref-9[9].
Soltanto gli aristocratici avevano il diritto di coprire le proprie teste, e indossavano un cappello di feltro, detto mwywpileum (da cui viene mwzapileati, il nome con cui erano designati in mwzqlatino)cite-ref-francisco-villar-cit-p-390-4-1[4]. La seconda classe comprendeva i soldati di basso livello, i contadini e gli artigiani; in latino erano denominati mw0gcapillati, per via dei capelli portati lunghi. Il loro aspetto e abbigliamento si può vedere sulla mw0wColonna di Traiano.
Aspetto fisico
Religione
Come ci tramanda mw9aErodoto, i mw9qGeti (alla fine del mw9gVI secolo a.C.) credevano nell'immortalità dell'anima e consideravano la morte un mero cambio di paese: "I Geti si ritengono immortali... sono convinti che lo scomparso non muoia veramente, ma raggiunga il dio mw9wZalmoxis" (o Zalmolxis). "Altri Geti mw-a[si trattava dei Dacimw-q] questo stesso dio lo chiamano Gebeleizis. Ogni quattro anni mandavano uno di loro, tratto a sorte, a portare un messaggio a Zalmoxis, secondo le necessità del momento... tre Geti hanno l'incarico di tenere tre giavellotti, altri afferrano per le mani e i piedi il "messaggero designato", lo fanno roteare e lo scagliano sulle lance. Se muore trafitto, ritengono che il dio sia propizio, se non muore, accusano il messaggero, sostenendo che è un uomo malvagio, e quindi ne inviano un altro..."cite-ref-12[12].
Economia
Le principali occupazioni dei Daci erano mwaqyagricoltura, mwaqcapicoltura, mwaqgviticoltura, allevamento del mwaqkbestiame, produzione di mwaqoceramica e mwaqsmetallurgia. La mwaqwprovincia romana di Dacia è rappresentata su un mwaq0sesterzio come una donna seduta su una roccia con un bambino piccolo su un ginocchio, che tiene delle spighe di grano, e un altro bambino seduto davanti a lei che tiene dei grappoli d'uva.
I Daci lavoravano anche l'oro e l'argento proveniente dalle miniere in mwaq8Transilvania. Portavano avanti un considerevole commercio con altri popoli, come dimostrano le molte monete straniere trovate nel Paese.
Lingua
I Daci parlavano una mwarmlingua indoeuropea, della quale ci sono giunte testimonianze esigue: alcune iscrizioni, mwarqtoponimi, mwaruantroponimi e poche parole isolate riportate da autori mwarygreci e mwarclatini. Ritenuto a lungo parte di un gruppo mwargtracico, in tempi recenti nuovi studi propendono piuttosto a inscriverla a un gruppo a sé stante (Lingue daco-misie), anche se la questione è ancora apertacite-ref-13[13].
Arte
Architettura civile
I Daci avevano sviluppato il mwasemwasimurus dacicus, caratteristico dei loro complessi di città fortificate, come la loro capitale mwasmSarmizegetusa Regia. Il grado del loro sviluppo urbano è testimoniato dai bassorilievi della Colonna di Traiano: l'approvvigionamento idrico delle città era garantito da acquedotti, e infatti i Romani riuscirono a prendere la città attraverso l'individuazione e la distruzione dei condotti.
Architettura militare
Caratteristiche degli insediamenti daci sono le piazzeforti collocate su alture, tratto tipicamente indoeuropeo. Così la stessa mwasccapitale, mwasgSarmizegetusa Regia, che oltre alle fortificazioni includeva edifici religiosi e quella che sembra una piattaforma per l'osservazione astronomicacite-ref-14[14].
Note
cite-note-11. ↑ Francisco Villar, mwatmGli Indoeuropei e le origini dell'Europa, p. 632.
cite-note-33. ↑ Heinz Siegert, mwaueI Traci,p.233.
cite-note-francisco-villar-cit-p-390-44. ↑ Francisco Villar, cit., p. 390.
cite-note-55. ↑ Così gli studi di V.I. Georgiev e I. Duridanov; cfr. Francisco Villar, cit., p. 392. Lo stesso Villar conclude: "La questione per il momento deve restare aperta" (Ivi, p. 394.)
cite-note-88. ↑ mwavcPompeo Trogo, mwavgHistoriae Philippicae.
cite-note-99. ↑ Ioana A.Oltean, mwavwDacia, landscape, colonisation, romanisation, New York 2007, p.50.
cite-note-1313. ↑ Francisco Villar, cit., p. 394.
cite-note-1414. ↑ Ivi, p. 390.
Bibliografia
Fonti primarie
• mwaxoAppiano, mwaxsGuerra Civile, II e mwaxwLe guerre in Illirico.
• mwax4Aristotele, mwax8mwayaFisica, V
• mwayiAugusto, mwaymmwayqRes gestae divi Augusti, 30.
• mwayyCesare, mwaycmwaygDe bello Gallico, VI.
• mwayoDione, mwaysmwaywStoria romana, LIV-LV.
• mway4Clemente Alessandrino, VII
• mwazqFloro, mwazuEpitome di storia romana, I-II.
• mwazcGiordane, mwazgmwazkDe origine actibusque Getarum.
• mwazsPompeo Trogo, mwazwHistoriae Philippicae.
• mwaaiSvetonio, mwaammwaaqVite dei Cesari.
Letteratura storiografica
• (a cura di) Grigore Arbore Popescu, mwaa0I Daci, Electa, Milano, 1997
• (a cura di) Grigore Arbore Popescu, mwabeTraiano: ai confini dell'impero, Electa, Milano, 1998.
• Julian Bennet, mwabmTrajan, Optimus Princeps, Bloomington 2001. ISBN 0-253-21435-1
• Emile Condurachi e Constantin Daicoviciu, mwabyArcheologia Mundi: Romania, Roma 1975.
• Michael Grant, mwabgThe Antonines: the roman empire in transition, Londra e New York 1996.
• Brian W. Jones, mwaboThe emperor Domitian, Londra e New York 1993. ISBN 0-415-10195-6
• András Mócsy, mwab0Pannonia and Upper Moesia, Londra 1974. ISBN 0-415-13814-0
• Davide Nardoni, mwacaLa colonna Ulpia Traiana, Roma 1986.
• Heinz Siegert, mwaciI Traci, Milano 1986.
• Pat Southern, mwacqDomitian, tragic tyrant, Londra e New York 1997. ISBN 0-415-16525-3
• R.Syme, mwaccDanubian Papers, Londra 1971.
• mwackFrancisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, Bologna, Il Mulino, 1997, ISBN 88-15-05708-0.
• Peter Wilcox & Gerry Embleton, mwacsRome's enemies: Germans and Dacians, Oxford 2004. ISBN 0-85045-473-5.
Atti, miscellanee e riviste
• mwadaI Daci: mostra della civiltà daco-getica in epoca classica, Roma dicembre 1979-gennaio 1980.
• mwadcLa Dacia pre-romana e romana, i rapporti con l'Impero, Vol. 52, Atti dei convegni dell'Accademia Nazionale dei Lincei, 1982.
• J.Fritz, RealeEnciclopadie, Stoccarda 1894-, suppl. IX.
• K.Wachtel, in XI Congresso of Roman frontier studies del 1976, mwadoZum Militarkommando an der unteren Donau in Augusteischer zeit.
Voci correlate
Contesto storico generale
Rapporti con Roma
Altri progetti
Altri progetti
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikiquote contiene citazioni di o su Daci
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Daci
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itDaci, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRoberto Paribeni, DACI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefdizionario-di-storiadaci, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Dacian / Geto-Dacian, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.